Impariamo a spendere bene

Cosa compriamo realmente quando acquistiamo un pc assemblato ?
Se siamo fortunati su 1000€ spesi ne portiamo a casa 700 di hardware, lasciando al venditore il resto (prima che qualcuno dica che c’è anche il sistema operativo, sappia che oggi una licenza di Windows 10 si paga meno di 10€).

C’è però anche di peggio.
Molte configurazioni che si trovano su Amazon o Ebay hanno prezzi a dir poco folli, quando sono fatte con pezzi che mal si combinano fra loro, o infine hardware vecchio di anni.
Su Youtube si trovano centinaia di video che parlano di questo problema, a me piacciono quelli di Saddytech perchè li trovo anche molto divertenti, e magari danno anche dei consigli su una particolare configurazione in base alle proprie esigenze.
A questo punto nasce il problema del ‘puro’ assemblaggio, perchè è chiaro che non tutti sanno montare un pc, principalmente perchè non l’hanno mai fatto. Personalmente credo che chiedere dai 30 ai 50€ per assemblaggio e installazione di Windows sia una cifra ‘civile’, e che andare oltre sia da ladri.

Ci sono però delle ‘vie alternative’ all’acquisto di un nuovo pc.
Per chi non vuole cambiare sistema operativo può provare a montare un hard disk ‘solido’ o SSD.
Questo perchè l’SSD è molto più rapido del HD tradizionale, tanto che i tempi d’accensione si riduco spesso a più o meno 30 secondi al posto di diversi minuti. Ovviamente non si cambierà la grafica o altro, ma del resto è una miglioria che costa sui 30€.

Si può anche decidere che Windows sia ‘non ottimo’ e passare ad una versione di Linux.
Dirò subito che per chi ha passato anni col S.O. di zio Bill, all’inizio Linux è un dramma esistenziale. Però basta non disperare e ricordarsi che in rete si trova qualunque tipo d’aiuto per ogni problema che nasce, quindi basta avere un po’ di pazienza ben ricambiata dal denaro che non avremo speso in un nuovo PC.

Chiunque abbia dei dubbi può scrivere qui o mandarmi una mail, soprattutto se vuol spendere meno di 500€ per un pc nuovo che non sia già ‘vecchio’.

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Fate i buoni se potete.

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V I T T O R I A ! ! !

Una vittoria così netta e schiacciante che va ogni più rosea previsione.
In Abruzzo poi il M5S va ben oltre la media nazionale, a danno soprattutto di quel PD molto ben rappresentato come modo di fare politica dal governatore D’Alfonso.
A Colledara s’è vinto con quasi il 40%, col centrodestra poco sopra il 32%, e quegli altri che non sono arrivati al 22%, ma del resto i nostri avversari aveva o presentato candidati piovuti dall’alto, oltre ad avere in generale una bassa credibilità, dopo aver governato a livello locale coi risultati che ben sappiamo.

E’ fin troppo chiaro che nessuno ha i numeri per governare, non avendo nessuna partito o coalizione raggiunto il 40%, ma le indicazioni di voto degli italiani sono state inequivocabili.
Basta ai governi di ‘responsabilità’ fatti solo per tirare avanti, anche se già m’immagino i discorsi che potranno fare personaggi come Napolitano, dicendo che c’è un ‘Europa che ce lo chiede’, spingendo così per un governo ‘tecnico’ tipo Monti, che in pratica ha fatto solo macelleria sociale, tagliando solo in basso.

Le dichiarazioni più divertenti sono, come da consuetudine, da parte degli sconfitti, partendo da quel seminare panico per i mercati borsistici che crollano, per ‘colpa’ della vittoria dei ‘populisti’.C’è poi chi in FI parla di vittoria, pur essendo stati sorpassati dalla Lega, ma del resto quel partito è infarcito di politicanti che non sono in grado di guardare in maniera oggettiva la realtà.
Infine c’è chi esce maciullato, ma nessuno ne dice nulla, e parlo di quei ‘partiti’ fatti di almeno tre sigle, nati solo per arrivare alla soglia di sbarramento del 3%, ebbene hanno fallito tutti, dalla Bonino alla Lorenzin, e voglio dirlo con mio grande godimento, perchè non si possono avere tre liste con OTTO segretari di partito, solo per avere delle sedie da occupare.

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Perchè voterò per il Movimento 5 Stelle

So che cui vuole del coraggio per votare i figli illegittimi di Grillo, ma il resto è quasi inenarrabile.
Però vedrò di spiegare perchè non posso votare gli altri.

Fratelli d’Italia : MAI son fascisti quindi automaticamente ‘nemici’ di quella che è la democrazia.
La Meloni predica lavoro per tutti, peccato che lei viva da decenni di stipendi pubblici in quanto eletta, del valore della famiglia, e ovviamente lei è ‘ragazza-madre’, e il rimpatrio degli immigrati senza spiegare il come farlo. Anche se in fondo è l’unica che sa parlare di politica, pur avendo gioco facile visti gli avversari, è troppo legata ad un passato che non vorrei rivedere in Italia.

Lega : ossia l’ignoranza al potere nella sua massima espressione.
Salvini ha giurato sulla Costituzione e sul Vangelo, senza ovviamente averli mai letti.
Art. 3: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
“In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25, 35-40)
Aggiungere altro è del tutto inutile e si rischia grosso di finire nel volgare.

Forza Italia : un partito guidato da uno che non gode di diritti politici è già una barzelletta in se, aggiungiamo che il leader ha ben passato gli ottanta e che dice le stesse cosa da più di trent’anni, durante i quali ha governato senza mai mettere in atto una singola promessa. La sua attuale principale promessa è quella di ridurre le tasse ai ricchi per fargliele pagare, promettendo la galera a chi evade.
Come ha fatto lui, ovviamente evadendo le tasse.

Partito Democratico : che non ho ancora capito cos’abbia di democratico questo misto di finti ex comunisti e veri ex democristiani. Da ex PCI m’incazzo e non poco vedere chi aveva i miei stessi ideali votare per Renzi, un po’ come chi va con una di novant’anni perchè da giovane era una bella donna. Di sinistra nel PD non ci sono neanche lontane tracce, e basta il Jobs act per dimostrarlo.
Per fortuna andranno a picco data l’impopolarità non solo del suo segretario, ma soprattutto del codazzo che si porta dietro, Boschi in testa.

Liberi e Uguali : semplicemente fuori da ogni contesto spazio-tempo visto che non sanno portare la ‘sinistra’ ai giorni d’oggi. L’idea di solidarietà della Boldrini cozza contro ogni logica, e il finto buonsenso di Grasso va ben giusto per una cena a base di pesce perchè è leggero.

Altri : irrilevanti e composti da sigle di cui forse i creatori ricordano il significato.
Ci troviamo politici di professione, che hanno cambiato più partiti che mutande, reduci della prima repubblica che si votano da soli, e altri appartenenti al grande circo di Montecitorio e dintorni.
Insomma un voto perso punto.
Fra gli appartenenti a questo brodo primordiale spicca Beatrice Lorenzin, attuale ministro della sanità, eletto nel centrodestra, e poi confluito nel centrosinistra per mantenere la poltrona. La bella e brava Beatrice ha come titolo di studio la licenza del classico, quindi il nulla, e spero qualcuno gli abbia spiegato la differenza fra un virus e un batterio che una volta definì una domanda troppo tecnica.
Citerei anche Emma Bonino se non altro perchè è stata eletta per la prima volta nel 1978, quando cioè facevo le elementari, e spesso si parla di lei come della portatrice della nuova politica.

Detta fra noi Di Maio mi sta un po’ sulle palle, insomma ha la faccia del secchione che non ti faceva copiare il compito, e che poi fuori dalla scuola era velocissimo e non riuscivi mai a prendere a botte. Però non si può votare Maria Etruria Boschi solo perchè istiga cattivi pensieri a stampo pornografico, altrimenti ridatemi Cicciolina che almeno era una seria professionista del settore.

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Cosa vuol dire essere antifascisti

Nelle ultime due settimane ci sono state ben 6 aggressioni fasciste, inclusa la sparatoria di Macerata, delle quali la stampa ha parlato ben poco, esclusa ovviamente quella più eclatante.
La stessa stampa che non dice mai che la ricostruzione del partito fascista è espressamente vietata dalla costituzione, e quindi chi come il leader di Casa Pound Di Stefano, andrebbe processato immediatamente. Ci sarebbero anche le leggi Scelba e Mancino, ma sembra proprio che i giornalisti non le conoscano, compresi quelli della cosiddetta ‘stampa di sinistra’.
Credo sia il caso di riportare il discorso fatto dal mio presidente Sandro Pertini a Genova nel 1960, per impedire che in una città medaglia d’oro per la Resistenza, si svolgesse il congresso del MSI, fra l’altro a pochi metri dal monumento ai partigiani caduti.
So che è un po’ lungo, ma del resto spiegare un concetto come la libertà non è proprio facile, quindi chi vuole si armi di buona volontà e buona lettura.

“Gente del popolo, partigiani e lavoratori, genovesi di tutte le classi sociali. Le autorità romane sono particolarmente interessate e impegnate a trovare coloro che esse ritengono i sobillatori, gli iniziatori, i capi di queste manifestazioni di antifascismo. Ma non fa bisogno che quelle autorità si affannino molto: ve lo dirò io, signori, chi sono i nostri sobillatori: eccoli qui, eccoli accanto alla nostra bandiera: sono i fucilati del Turchino, della Benedicta, dell’Olivetta e di Cravasco, sono i torturati della casa dello Studente che risuona ancora delle urla strazianti delle vittime, delle grida e delle risate sadiche dei torturatori. Nella loro memoria, sospinta dallo spirito dei partigiani e dei patrioti, la folla genovese è scesa nuovamente in piazza per ripetere “no” al fascismo, per democraticamente respingere, come ne ha diritto, la provocazione e l’offesa.
Io nego – e tutti voi legittimamente negate – la validità della obiezione secondo la quale il neofascismo avrebbe diritto di svolgere a Genova il suo congresso. Infatti, ogni atto, ogni manifestazione, ogni iniziativa, di quel movimento è una chiara esaltazione del fascismo e poiché il fascismo, in ogni sua forma è considerato reato dalla Carta Costituzionale, l’attività dei missini si traduce in una continua e perseguibile apologia di reato.
Si tratta del resto di un congresso che viene qui convocato non per discutere, ma per provocare, per contrapporre un vergognoso passato alla Resistenza, per contrapporre bestemmie ai valori politici e morali affermati dalla Resistenza.
Ed è ben strano l’atteggiamento delle autorità costituite le quali, mentre hanno sequestrato due manifesti che esprimevano nobili sentimenti, non ritengono opportuno impedire la pubblicazione dei libelli neofascisti che ogni giorno trasudano il fango della apologia del trascorso regime, che insultano la Resistenza, che insultano la Libertà.
Dinanzi a queste provocazioni, dinanzi a queste discriminazioni, la folla non poteva che scendere in piazza, unita nella protesta, né potevamo noi non unirci ad essa per dire no come una volta al fascismo e difendere la memoria dei nostri morti, riaffermando i valori della Resistenza.
Questi valori, che resteranno finché durerà in Italia una Repubblica democratica sono: la libertà, esigenza inalienabile dello spirito umano, senza distinzione di partito, di provenienza, di fede. Poi la giustizia sociale, che completa e rafforza la libertà, l’amore di Patria, che non conosce le follie imperialistiche e le aberrazioni nazionalistiche, quell’amore di Patria che ispira la solidarietà per le Patrie altrui.
La Resistenza ha voluto queste cose e questi valori, ha rialzato le glorie del nostro nuovamente libero paese dopo vent’anni di degradazione subita da coloro che ora vorrebbero riapparire alla ribalta, tracotanti come un tempo. La Resistenza ha spazzato coloro che parlando in nome della Patria, della Patria furono i terribili nemici perché l’hanno avvilita con la dittatura, l’hanno offesa trasformandola in una galera, l’hanno degradata trascinandola in una guerra suicida, l’hanno tradita vendendola allo straniero. Noi, oggi qui, riaffermiamo questi principi e questo amor di patria perché pacatamente, o signori, che siete preposti all’ordine pubblico e che bramate essere benevoli verso quelli che ho nominato poc’anzi e che guardate a noi, ai cittadini che gremiscono questa piazza, considerandoli nemici della Patria, sappiate che coloro che hanno riscattato l’Italia da ogni vergogna passata, sono stati questi lavoratori, operai e contadini e lavoratori della mente, che noi a Genova vedemmo entrare nelle galere fasciste non perché avessero rubato, o per un aumento di salario, o per la diminuzione delle ore di lavoro, ma perché intendevano battersi per la libertà del popolo italiano, e, quindi, anche per le vostre libertà.
E’ necessario ricordare che furono quegli operai, quegli intellettuali, quei contadini, quei giovani che, usciti dalle galere si lanciarono nella guerra di Liberazione, combatterono sulle montagne, sabotarono negli stabilimenti, scioperarono secondo gli ordini degli alleati, furono deportati, torturati e uccisi e morendo gridarono “Viva l’Italia”, “Viva la Libertà”. E salvarono la Patria , purificarono la sua bandiera dai simboli fascista e sabaudo, la restituirono pulita e gloriosa a tutti gli italiani.
Dinanzi a costoro, dinanzi a questi cittadini che voi spesso maledite, dovreste invece inginocchiarvi, come ci si inginocchia di fronte a chi ha operato eroicamente per il bene comune.
Ma perché, dopo quindici anni, dobbiamo sentirci nuovamente mobilitati per rigettare i responsabili di un passato vergognoso e doloroso, i quali tentano di tornare alla ribalta?
Ci sono stati degli errori, primo di tutti la nostra generosità nei confronti degli avversari. Una generosità che ha permesso troppe cose e per la quale oggi i fascisti la fanno da padroni, giungendo a qualificare delitto l’esecuzione di Mussolini a Milano. Ebbene, neofascisti che ancora una volta state nell’ombra a sentire, io mi vanto di avere ordinato la fucilazione di Mussolini, perché io e gli altri, altro non abbiamo fatto che firmare una condanna a morte pronunciata dal popolo italiano venti anni prima.
Un secondo errore fu l’avere spezzato la solidarietà tra le forze antifasciste, permettendo ai fascisti d’infiltrarsi e di riemergere nella vita nazionale, e questa frattura si è determinata in quanto la classe dirigente italiana non ha inteso applicare la Costituzione là dove essa chiaramente proibisce la ricostituzione sotto qualsiasi forma di un partito fascista ed è andata più in là, operando addirittura una discriminazione contro gli uomini della Resistenza, che è ignorata nelle scuole; tollerando un costume vergognoso come quello di cui hanno dato prova quei funzionari che si sono inurbanamente comportati davanti alla dolorosa rappresentanza dei familiari dei caduti.
E’ chiaro che così facendo si va contro lo spirito cristiano che tanto si predica, contro il cristianesimo di quegli eroici preti che caddero sotto il piombo fascista, contro il fulgido esempio di Don Morosini che io incontrai in carcere a Roma, la vigilia della morte, sorridendo malgrado il martirio di giornate di tortura. Quel Don Morosini che è nella memoria di tanti cattolici, di tanti democratici, ma che Tambroni ha tradito barattando il suo sacrificio con 24 voti, sudici voti neofascisti.
Si va contro coloro che hanno espresso aperta solidarietà, contro i Pastore, contro Bo, Maggio, De Bernardis, contro tutti i democratici cristiani che soffrono per la odierna situazione, che provano vergogna di un connubio inaccettabile.
Oggi le provocazioni fasciste sono possibili e sono protette perché in seguito al baratto di quei 24 voti, i fascisti sono nuovamente al governo, si sentono partito di governo, si sentono nuovamente sfiorati dalla gloria del potere, mentre nessuno tra i responsabili, mostra di ricordare che se non vi fosse stata la lotta di Liberazione, l’Italia, prostrata, venduta, soggetta all’invasione, patirebbe ancora oggi delle conseguenze di una guerra infame e di una sconfitta senza attenuanti, mentre fu proprio la Resistenza a recuperare al Paese una posizione dignitosa e libera tra le nazioni.
Il senso, il movente, le aspirazioni che ci spinsero alla lotta, non furono certamente la vendetta e il rancore di cui vanno cianciando i miserabili prosecutori della tradizione fascista, furono proprio il desiderio di ridare dignità alla Patria, di risollevarla dal baratro, restituendo ai cittadini la libertà. Ecco perché i partigiani, i patrioti genovesi, sospinti dalla memoria dei morti sono scesi in Piazza: sono scesi a rivendicare i valori della Resistenza, a difendere la Resistenza contro ogni oltraggio, sono scesi perché non vogliono che la loro città, medaglia d’oro della Resistenza, subisca l’oltraggio del neofascismo.
Ai giovani, studenti e operai, va il nostro plauso per l’entusiasmo, la fierezza., il coraggio che hanno dimostrato. Finché esisterà una gioventù come questa nulla sarà perduto in Italia.
Noi anziani ci riconosciamo in questi giovani. Alla loro età affrontavamo, qui nella nostra Liguria, le squadracce fasciste. E non vogliamo tradire, di questa fiera gioventù, le ansie, le speranze, il domani, perché tradiremmo noi stessi. Così, ancora una volta, siamo preparati alla lotta, pronti ad affrontarla con l’entusiasmo, la volontà la fede di sempre.
Qui vi sono uomini di ogni fede politica e di ogni ceto sociale, spesso tra loro in contrasto, come peraltro vuole la democrazia. Ma questi uomini hanno saputo oggi, e sapranno domani, superare tutte le differenziazioni politiche per unirsi come quando l’8 settembre la Patria chiamò a raccolta i figli minori, perché la riscattassero dall’infamia fascista.
A voi che ci guardate con ostilità, nulla dicono queste spontanee manifestazioni di popolo? Nulla vi dice questa improvvisa ricostituita unità delle forze della Resistenza?
Essa costituisce la più valida diga contro le forze della reazione, contro ogni avventura fascista e rappresenta un monito severo per tutti. Non vi riuscì il fascismo, non vi riuscirono i nazisti, non ci riuscirete voi.
Noi, in questa rinnovata unità, siamo decisi a difendere la Resistenza, ad impedire che ad essa si rechi oltraggio.
Questo lo consideriamo un nostro preciso dovere: per la pace dei nostri morti, e per l’avvenire dei nostri vivi, lo compiremo fino in fondo, costi quello che costi.”

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Ma siamo ancora a Colledara ?

Perchè non leggo più nessuna lamentela neanche idiota, eppure gli argomenti per far polemica non mancano di certo, partendo dalla nomina degli scrutatori, ai prossimi beneficiari delle ‘casette’ di prossimo completamento.
Ok ve ne dico una di cui magari in pochi se ne sono accorti : il sito del comune è out !
La cosa divertente è che da poco hanno pagato la Halley ! ! !

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Parliamo di Sanremo ?

No perchè è impossibile senza scadere nel volgare.
Parliamo invece di un bel caso di coerenza in casa PD.
Micaela Campana era responsabile welfare e diritti nel suo partito, e non per niente il suo slogan è “Vota i diritti,scegli il PD”.
Peccato che la deputata ha utilizzato per TRE anni per un suo collaboratore QUATTRO Co.Co.Co. un tipo di contratto talmente scandaloso che persino Renzi ha dovuto eliminare nel suo Jobs Act.
Peccato che questo collaboratore una volta fatto lavorativamente fuori, si sia rivolto al tribunale del lavoro richiedendo la cifra di 33.000 € per poi accordarsi per la metà e l’obbligo del silenzio.
La difesa della deputata è un misto di comicità a buon mercato e politichese d’altri tempi.
“L’assistente non era pagato in nero e gli ho versato tutti i contributi. All’epoca si poteva fare quel tipo di contratto e sfido chiunque a dire che era irregolare o scorretto, il giudice non lo scrive. Ho pagato perchè giudice che ha caldeggiato un accordo tra le parti. Lo abbiamo raggiunto, ma non c’è scritto da nessuna parte che era un contratto erroneo”.
Quindi secondo la deputata Campana se un giudice “caldeggia” un accordo bisogna farlo anche se si ha pienamente ragione.

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