C’era una volta….

un bellissimo paese dove tutti vivevano felici e contenti.
Oggi ho scoperto che in quel paese non solo non c’è più gioia e felicità, ma QUINDICI denunce anonime, indirizzate più o meno direttamente contro l’attuale amministrazione.
Ovviamente io non so chi siano i pupazzi che le hanno fatte, ma una più che mezza idea su chi sia il pupazzaro che c’è dietro si, ma non avendo nessuna prova non ne farò mai il nome, tanto credo che anche uno stupido sappia a chi penso. Peccato per lui che le denunce anonime non è che siano prese molto in considerazione, visto che chi le fa non ha un minimo di dignità per firmarle, e che l’indirizzarne così tante verso le persone che compongo l’attuale amministrazione , o i loro parenti più prossime, sveli un disegno politico di uno squallore tale da far venir voglia di cestinare tutto, ovviamente differenziandolo nella carta e non nello sterco.
Ma questo in fondo l’attuale amministrazione se lo merita.
Perchè invece di fare anche loro denunce, pur firmandole e quindi mettendoci la faccia, doveva semplicemente mostrare le delibere ‘fantasiose’ di chi li ha preceduti, togliendoli in questo modo ogni credibilità.
Quando infatti il ‘potente’ di turno viene sputtanato, finisce come quella ‘magica’ sera del 29 aprile 1993, quando gli italiani inferociti tirarono le monetine a Craxi, appena salvato dalla camera che aveva negato l’autorizzazione a procedere per quattro delle sei imputazioni a suo carico.

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6 risposte a C’era una volta….

  1. Il quinto cavaliere ha detto:

    Ma non si può dire che Peppino ha incaricato il geometra che ha assunto per fare gli accertamenti per poi far fare al cognato di questo le denunce ?
    Davvero crede che siamo tutti così cretini da non sapere chi c’è dietro queste denunce ?
    Poi parlasse uno onesto………..

    • Pool Spia ha detto:

      E chi li paga gli Avvocati? Noi cittadini? Se a Peppino e famiglia gli avete tolto il piatto da sotto al muso è normale che adesso è accanito contro l attuale amministrazione……

  2. Ilmigrante ha detto:

    In questo caso non ci sono spese legali in quanto non ci sono processi in corso.
    E detto fra noi non penso che ce ne saranno in futuro a meno che qualcuno non ci metta la faccia, il che lo farebbe passare dallo stato di vile a quello di ‘diversamente intelligente’, ma non credo che qualcuno farà questo passo.

    • VIVA COLLEDARA ha detto:

      Sembra che le autorità investigative siano vicine all’individuazione dei mandanti degli esposti anonimi, sembrerebbe si tratti di un pool di persone avverse all’attuale amministrazione e alcune di essi siano dipendenti comunali i quali sarebbero stati i veri fautori dell’esposto per vendicarsi nei confronti del Sindaco.

  3. Ilmigrante ha detto:

    ALT !
    Io NON credo che sia importante sapere nomi e cognomi di chi ha fatto le denunce, tanto più che una mezza idea penso che ce l’abbiamo tutti quanti.Credo invece che sia importante sapere se quelle denunce hanno un fondo di verità, o se siano invece state ‘inventate’ solo per rompere le palle ai denunciati.
    Tanto per fare un esempio è più importante sapere chi mi ha fatto avere in forma anonima la delibera, con la quale l’ex sindaco concedeva un contributo all’ex parroco del paese, o il fatto che siano stati denari pubblici a chi non ne aveva diritto, tant’è vero che in determina sono cambiate diverse cose ?
    Anche perchè nel mio personale mondo uno che fa denunce anonime si chiamerà sempre VIGLIACCO di nome e CODARDO di cognome.

  4. Ilmigrante ha detto:

    Per chi volesse una spiegazione ‘tecnica’ sul perchè le denunce anonime non sono lecite, ecco un copia-incolla molto esaustivo.
    “La denuncia, quanto l’esposto o la querela non possono mai essere anonimi: difatti la legge stabilisce l’obbligo, per le autorità, di identificare l’autore di tale atto, raccogliendone le generalità e facendogli firmare l’atto stesso, con firma autenticata. Non si può, quindi, chiedere alle forze dell’ordine di mantenere la segretezza e l’anonimato del denunciante o del querelante.
    Il codice di procedura penale, a riguardo, prevede infatti che delle denunce anonime non può essere fatto alcun uso, salvo alcune rarissime eccezioni.
    L’impossibilità di raccogliere una denuncia anonima è disposta anche al fine di garantire il diritto alla difesa al presunto reo, che solo conoscendo i fatti che gli vengono addebitati e l’autore di tali dichiarazioni può provvedere a una valida tutela dei propri diritti. Dunque, il soggetto denunciato o querelato potrà venire a conoscenza di chi lo ha incolpato davanti alla polizia, carabinieri o alla Procura della Repubblica.
    Non per questo, però, il denunciante o querelante deve temere una controquerela per calunnia: infatti, se anche il soggetto incolpato verrà dichiarato innocente o le indagini non dovessero proseguire perché l’accusa ritenuta infondata, la possibilità di dover risarcire il danno e di subire una controquerela è relegata solo all’ipotesi di malafede. In buona sostanza, se le accuse si riterranno non veritiere, l’accusato potrà agire nei confronti del querelante a condizione che questi, già all’atto del deposito della segnalazione alle autorità, fosse pienamente consapevole dell’altrui innocenza o di esagerare un fatto in realtà di portata minore. Se, invece, il procedimento non va avanti perché la norma penale viene interpretata in modo diverso dall’interpretazione datagli dalla vittima o se quest’ultima non dovesse aver raccolto sufficienti prove a carico dell’accusato, non ci sarebbero possibilità di subire le sue contromosse.”
    (fonte : laleggepertutti.it)

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