Frank the Guardina e Mauro the Undertaker

Il 30 dicembre nell’ufficio di polizia municipale di Collebara regnava il Panico.
Frank the Guardina e Mauro the Undertaker si erano accorti che sino a quel giorno non avevano fatto neanche un verbale per la gestione degli animali.
Eppure il paese da quel punto di vista era un casino.
Greggi di pecora che passeggiavano per le vie cittadine, fermandosi per fare shopping senza mai pagare nulla.
Branchi di cani randagi che dettavano la loro legge nella zona industriale, imponendo il pizzo ai giostrai.
Comitive di gatti che la sera suonavano come negli Aristogatti, preferendo però la tecno al jazz, col risultato di rendere tutta la popolazione insonne.
Insomma un casino.
“Bisogna fare almeno un verbale !” urlò Frank al suo collega “Altrimenti sai come ci prendono tutti per il culo.”
“Ok ma a chi, insomma non c’è un’animale in regola se non qualche chihuahua che col freddo neanche esce di casa.”
Ma in quel momento così difficile venne il loro soccorso la puttanazza del furgone, un essere quasi mitologico, indegna erede del puttanone sulla jeep Cherokee Limited T.D. 4 x 4 verde targata MI 7M0644, figlia delle menti bacate di Gino e Michele.
“Un cane affamato e pericolosissimo sta cercando di violentarmi.” disse la puttanazza rendendo felici i due agenti.
I due corsero in soccorso della puttanazza, e nonostante non si trattasse di un cane, bensì di una cagnolina, la fermarono per tentata violenza sessuale. Chiamarono poi il proprietario della cagnolina, un noto anarchico bombarolo che si era ritirato a vita privata, per contestargli i reati dell’animale, facendogli anche una multa citando articoli del codice di cui nessuno sapeva l’esistenza.
“Il mahatma Gandhi disse ‘Più conosco le persone, più amo gli animali’ ma lui non ne conosceva il peggio.” sentenziò l’ex anarchico “C’è chi da mangiare ai cani e dopo non li vuole più fra i piedi, senza sapere che è proprio lui ad essere di troppo su questa terra. Però sono in torto e quindi pago certo che chi di pugnalata alle spalle ferisce, di pugnalata alle spalle perisce.”
“Ma tu non sai chi ci ha chiamato, ne io te lo posso dire.” dichiarò fiero Frank.
“Non c’è bisogno che tu dica solo una parola, due più due lo so fare molto bene. Mi spiace solo che ero uscito coi soldi per comprare le medicine al cane, e ora li devo usare per pagare una multa, ma va bene lo stesso, il mondo gira così.”

Dedicato a Franco e Mauro che so non se la prenderanno, e alla puttanazza sul furgone contro la quale a breve lancerò la mia personale fatwa.

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